Il viandante
Veniva dal fuoco con gli occhi di brace
nel boscosi fermò, guardo tra i rami
l'orizzonte frammentato e sparpagliato
da erbe confuse per curare il suo male
da erbe selvagge per il suo cupo soffrire
cammina, cammina col dolore nello zaino
unico amico per il tuo andare
andare lontano dove nessuno lo sa
e poi capirai e comprenderai
che nel cielo qualcuno
rapito svanirà
un gioco di fumi, un gioco di ombre
e la tua sete calmerai
idee che brillano
nelle fontane fresche
dove le labbra si bagnano ancora
per sorridere
cammina, cammina, scompari e ritorna
con la sete nelle dita sotto l'ombrello della notte
comprato senza stelle nel viale del Sikar
così potrai guardare in altro senza pensare
pensare, pensare e ancora pensare
a un mondo che ti accoglie alle sue soglie
coi visi pitturati e i corpi colorati
noi spiriti purificati dal ritmo del djembe
perché nel porto di Valon
arriverai e volerai
scoprendo che intorno a te
un timido soffio di libertà